Quick Machine Recovery in Windows 11

Durante Ignite 2024, Microsoft ha delineato il futuro di Windows per il lavoro. Negli annunci era stata presentata una nuova funzionalità, molto interessante, introdotta all’interno della Windows Resiliency Initiative. Essa è stata rilasciata da qualche giorno nel canale Beta del programma Windows Insider: Quick Machine Recovery.

In questo articolo cerchiamo di spiegarvi di cosa si tratta, come funziona e l’impatto che potrà avere.

Importante: questo articolo raccoglie informazioni su una funzionalità in fase di sviluppo ed è attualmente applicabile SOLO alla build Windows Insider di riferimento. Il contenuto potrebbe variare fino al rilascio della versione stabile.

Quick Machine Recovery mostrato nel menu Opzioni avanzate di Windows RE

Ridurre il carico di lavoro degli amministratori IT

Quick Machine Recovery (QMR) è una funzionalità che consente il ripristino dei dispositivi Windows 11 quando si verificano degli errori critici i quali ne impediscono il corretto avvio. Questa nuova funzione può cercare automaticamente le probabili soluzioni tramite Cloud e ripristinare il PC in caso di errori di avvio più comuni, offrendo la possibilità di ridurre significativamente il carico di lavoro per gli amministratori IT.

Infatti, quando si verifica un guasto del sistema, i dispositivi possono bloccarsi nell’ambiente di ripristino di Windows (Windows RE), con un impatto significativo sulla produttività e, spesso, costringendo gli amministratori IT a dedicare molto tempo alla risoluzione dei problemi e al ripristino delle macchine interessate. Grazie a Quick Machine Recovery, invece, Microsoft può letteralmente distribuire azioni di riparazione mirate ai dispositivi tramite Windows RE. Questo processo automatizza le soluzioni e consente agli utenti di tornare rapidamente in “produzione” senza richiedere interventi manuali, non sempre alla portata di tutti.

Cosa è incluso nella versione di anteprima

Attualmente disponibile in anteprima per i Windows Insider attivi nel canale Beta, Quick Machine Recovery è supportato sui dispositivi con Windows 11, versione 24H2, dotati di una versione aggiornata di Windows RE. In aggiunta:

  • Questa funzionalità sarà abilitata successivamente per impostazione predefinita sui dispositivi Windows 11 Home.
  • Per i dispositivi Windows 11 Pro ed Enterprise, gli amministratori locali e IT avranno il pieno controllo e potranno attivare o personalizzare la funzionalità.

Le funzionalità disponibili in questa versione iniziale:

  • Abilitare/disabilitare. Gli amministratori IT possono abilitare o disabilitare il ripristino rapido della macchina tramite il RemoteRemediation CSP o direttamente sul dispositivo utilizzando reagentc.exe in un prompt dei comandi con privilegi amministrativi.
  • Preconfigurare l’esperienza. Gli amministratori IT possono precaricare le credenziali di rete per garantire una distribuzione fluida delle operazioni di riparazione automatica. Inoltre, possono configurare l’intervallo di scansione, che verifica la presenza di azioni di riparazione (consigliato: ogni 30 minuti), e il timeout, che determina quando il dispositivo verrà riavviato (consigliato: 72 ore, per ottimizzare il processo di riparazione).
  • Test. Simulare il processo di ripristino rapido della macchina attraverso la modalità di test per verificare la configurazione prima della distribuzione.
    Nei prossimi giorni sarà disponibile un pacchetto di test per le operazioni di riparazione, il quale permetterà di provare concretamente la funzionalità di ripristino rapido della macchina.

Come funziona

Ci sono due impostazioni principali per effettuare il ripristino rapido della macchina: cloud remediation e auto remediation.

Cloud remedation

La cloud remediation (riparazione cloud) è il processo che utilizza Windows Update per individuare le possibili azioni di riparazione e risolvere i problemi sui dispositivi:

  • Se abilitata, i dispositivi si connettono alla rete e utilizzano Windows Update durante gli scenari di ripristino.
  • Se disabilitata, Windows utilizza Startup Repair come opzione di ripristino locale.

Nota: Quick Machine Recovery è una funzionalità basata sul principio del “massimo sforzo”, ma potrebbe non essere sempre in grado di trovare una soluzione a ogni problema.

Auto remediation

L’auto remediation (riparazione automatica) consente di automatizzare il processo di ripristino:

  • Se abilitata, il dispositivo si connette automaticamente a Windows Update e prova a trovare una soluzione. Se quest’ultima non viene individuata al primo tentativo, il dispositivo riprova senza richiedere un intervento manuale.
  • Se disabilitata o non configurata, il dispositivo richiede un intervento manuale per proseguire con il processo di ripristino.

Fasi del processo di Quick Machine Recovery

  • Crash del dispositivo. Quando il dispositivo non riesce ad avviarsi dopo diversi tentativi, il sistema identifica automaticamente il problema e avvia la procedura di ripristino.
  • Avvio in modalità di ripristino. Il dispositivo si avvia nell’ambiente di ripristino per iniziare il processo di Quick Machine Recovery.
  • Connessione alla rete. Dopo aver stabilito la connessione di rete, il dispositivo analizza/scansiona Windows Update per individuare le soluzioni disponibili.
  • Ripristino
    • Se non viene trovata una soluzione, il sistema ripete il processo in base agli intervalli di scansione e timeout precedentemente configurati.
    • Se viene trovata una soluzione, il sistema la scarica e la applica.
  • Riavvio. Dopo aver applicato il fix, il dispositivo si riavvia
    • Se la soluzione ha successo, il dispositivo si avvia correttamente in Windows.
    • Se la soluzione fallisce, il dispositivo si riavvia nuovamente nell’ambiente di ripristino e il processo ricomincia dal passo 2.

Configurazione

La cloud remediation viene abilitata per impostazione predefinita sui dispositivi con Windows 11 Home, mentre l’auto remediation è disattivata per impostazione predefinita.

Per i dispositivi con Windows Pro ed Enterprise, entrambe le funzionalità—cloud remediation e auto remediation—sono disabilitate per impostazione predefinita.
Le organizzazioni possono scegliere la configurazione migliore per i propri dispositivi in base alle loro esigenze specifiche.

Le opzioni di configurazione disponibili includono:

  • Abilitare o disabilitare la cloud remediation
  • Abilitare o disabilitare l’auto remediation
  • Configurare gli intervalli di scansione e i timeout dell’auto remediation per ottimizzare i trigger di ripristino
  • Configurare le connessioni di rete per garantire flussi di lavoro di ripristino più fluidi

Importante: Attualmente, sono supportate solo le reti cablate e le reti Wi-Fi basate su WPA/WPA2. Assicuratevi che la vostra rete utilizzi questa configurazione per garantirne la compatibilità.

Le istruzioni seguenti forniscono informazioni dettagliate su come configurare i dispositivi.

Prompt dei comandi

Per configurare Quick Machine Recovery tramite la riga di comando, è necessario creare un file XML con le impostazioni desiderate e successivamente utilizzare il comando reagentc.exe per applicarle.

Utilizzare il comando seguente per applicare le impostazioni:

Dove settings.xml è il percorso del file XML contenente la configurazione di Quick Machine Recovery.

File XML di esempio

Nell’esempio di file XML seguente Quick Machine Recovery viene configurato con le seguenti impostazioni:

  • La rete Wi-Fi ha un SSID ContosoWiFi e una password ContosoWiFiPassword
  • La cloud remediation è abilitata (state=”1″)
  • L’auto remediation è abilitata (state=”1″)
  • Il totalwaittime è impostato su 2.400 minuti (40 ore) e su waitinterval 120 minuti (2 ore).
    Una volta configurato, il sistema attende 40 ore prima del riavvio e verifica la correzione ogni 2 ore.

Rimuovere le impostazioni di ripristino

Per rimuovere le impostazioni di ripristino applicate, eseguite il comando seguente da un prompt dei comandi con privilegi amministrativi:

Intune/CSP

È possibile configurare i dispositivi usando criteri personalizzati con RemoteRemediation CSP.

Configurazione della cloud remediation

Abilitare o disabilitare la cloud remediation usando le impostazioni seguenti:

Configurazione dell’auto remediation

Configura le seguenti impostazioni per personalizzare l’esperienza di auto remediation:

Configurazione della connessione di rete Wi-Fi

Per configurare la connessione di rete Wi-Fi da usare durante il ripristino, utilizzare le impostazioni seguenti:

Verificare le impostazioni di ripristino

Per controllare le impostazioni di ripristino applicate, eseguire il comando seguente da un prompt dei comandi con privilegi amministrativi:

Esempio di output:

Modalità di test

Quick Machine Recovery offre una modalità di test, la quale fornisce un ambiente controllato e simulato per convalidare le configurazioni e il processo di auto remediation senza causare un guasto reale del sistema.
La modalità di test consente di verificare che l’esperienza di ripristino funzioni come previsto prima della distribuzione negli ambienti di produzione.

Per simulare l’esperienza di Quick Machine Recovery vanno utilizzati i seguenti comandi da un prompt dei comandi con privilegi amministrativi:

  1. Attivare la modalità di test:

    reagentc.exe /SetRecoveryTestmode

  2. Configurare Windows per avviarsi nell’ambiente di ripristino al prossimo riavvio:

    reagentc.exe /BootToRe

  3. Riavviare il dispositivo. Il sistema esegue l’auto remediation di un arresto anomalo simulato e si riavvia tornando a Windows.

Nota
Se dopo il riavvio il dispositivo entra in Windows RE invece di avviare la modalità di test, segui questi passaggi:

  1. In Windows RE, selezionare Continue per avviare Windows normalmente
  2. In Windows, eseguire i due comandi seguenti:
  • reagentc.exe /Disable
  • reagentc.exe /Enable
  1. Ripetere la simulazione di Quick Machine Recovery a partire dal passaggio 1

Prova sul campo

In base alla documentazione fornita da Microsoft abbiamo fatto qualche test su una macchina virtuale Windows 11 Insider Preview (Beta) e di seguito trovate tutti gli screen con i commenti.

Preparazione del file XML per la configurazione di Quick Machine Recovery

Applicazione del file XML di configurazione e successiva verifica di corretta impostazione

Attivazione della modalità di Test prima del riavvio

Windows 11 ripristinato a seguito del test di Quick Machine Recovery

Il processo di ripristino lascia tracce nei log salvati nella cartella “…\system32\logfiles\srt”.

Se si ispeziona il file “setupact.log”, troveremo tutte le informazioni necessarie a comprendere cosa è successo.

Questa nuova funzionalità si dimostra molto interessante e ne seguiremo da vicino tutte le evoluzioni fino alla versione stabile.

Link utili